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Ehi Grillo

Problemi psicologici

Da molti studi sembra risultare che i bambini adottivi sono inclini ad essere iperattivi, ad avere i problemi comportamentali, un’autostima bassa e riuscire male a scuola. Un gruppo di ricercatori ha effettuato uno studio  psicologico confrontando l’adattamento dei bambini adottati tramite un campione di 52 bambini di paesi differenti di età fra i 6 – 11 con gruppo di controllo di 44 bambini non adottati. I Paesi D’origine hanno incluso la Cina, il Nepal, la Bulgaria, la Russia, l’Ucraina, Colombia, il Guatemala, l’Haiti, il Perù e l’Etiopia.
La ricerca sembra indicare che grande importanza riveste il tempo passato in istituto prima dell’adozione,  maggiore è il tempo trascorso in orfanatrofio maggiori sono i problemi comportamentali, più breve la curva dell’attenzione, maggiore la tendenza alla depressione e minori capacità di adattamento.La ricerca inoltre nota che bambini provenienti da paesi dell’est (Bulgaria, Russia ed Ucraina in questo caso) incontrano più difficoltà nell’adattamento, sono più probabili avere i problemi dell’attenzione e maggiore difficoltà di relazione. I Ricercatori ritengono che queste differenze potrebbero essere dovute alle condizioni specifiche di ciascun paese prima e dopo la nascita come pure al consumo dell’alcool o del tabacco durante la gravidanza. Un Altro aspetto studiato era che i problemi dell’attenzione compaiono più frequentemente in bambini adottati dopo l’età di tre anni.

Di contro, il bambino, temendo di poter essere nuovamente abbandonato, si lega ai genitori in maniera simbiotica. Questo tipo di atteggiamento comporta delle difficoltà nel normale processo di crescita e distacco. Lo sviluppo dell’autonomia del bambino e del suo senso di identità sarà favorito soltanto dall’accettazione del passato e da un dialogo reciproco con i genitori, pronti a rispondere a domande e a fornire allo stesso tempo sicurezze, dando al passato del bambino il giusto significato.

Il comportamento dei bambini adottati è spesso ambivalente. Se da un lato l’adozione dà al bambino la sensazione di essere desiderato da qualcuno, contemporaneamente vi è la certezza del rifiuto da parte dei genitori naturali. Il bambino spesso sfida i genitori adottivi attraverso comportamenti aggressivi o minacce di abbandono per vedere se veramente  gli vogliono bene. Tali comportamenti aggressivi possono a loro volta generare sensi di colpa e il timore di essere nuovamente abbandonato.

I comportamenti aggressivi durante l’adolescenza

Con l’ingresso nell’ adolescenza alcuni comportamenti aggressivi possono intensificarsi. I genitori si trovano a sperimentare insicurezza riguardo le proprie capacità educative ed affettive e la volontà del figlio adottato di ricercare le proprie origini può essere vissuta dai genitori come rifiuto. L’incomprensione dovuta all’adolescenza, la richiesta di indipendenza e autonomia, presenti in tutti i ragazzi di questa fascia d’età,  possono portare i genitori a mostrarsi iperprotettivi, rendendo difficoltoso per i figli un processo di distacco e di individuazione. Questo, spesso, determina conflitti e, in particolare per i genitori adottivi, la messa in discussione delle proprie capacità genitoriali.

I genitori devono imparare ad attribuite la presenza di atteggiamenti provocatori e aggressivi del ragazzo all’espressione di paure e timori. L’adolescente, infatti, può risolvere le sue difficoltà e continuare a crescere soltanto se si sente pienamente accettato e se ha fiducia nelle proprie capacità di diventare autonomo.

Tuttavia, è importante sottolineare come, in alcuni casi, la presenza di comportamenti aggressivi o devianti sia la conseguenza di un disagio individuale, alle volte legato a caratteristiche di personalità del soggetto, che non dipende dai genitori, bensì da un background di esperienze di dolore e privazione. In questi casi, il rischio corso dai genitori è quello di incolparsi e svalorizzarsi come figure educative ed affettive. Quando i comportamenti aggressivi persistono e sono frutto di contingenze passate, è importante rivolgersi ad un esperto in modo da ottenere un aiuto per il ragazzo e un sostegno per la famiglia.