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Ehi Grillo

News

Liberiamo questi bambini dalla povertà
Tutto ciò che sta succedendo nel mondo delle adozioni, e che può cambiarci la vita.Dalla Commissione Adozioni Internazionali:
Comunicato: Anche le lavoratrici a progetto o autonome che adottano un bambino avranno diritto a cinque mesi di maternità e non più solo a tre  (14/01/2013)
Con sentenza n. 257/2012 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 64, comma 2, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) come integrato dal richiamo al decreto ministeriale 4 aprile 2002 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nella parte in cui riconosce alle lavoratrici iscritte alla gestione separata, che abbiano adottato o avuto in affidamento preadottivo un minore, un indennità di maternità per un periodo di tre mesi anziché di cinque mesi.
Con il messaggio n. 371 dell’ 8 gennaio 2013 l’I.N.P.S ha recepito la decisione, riconoscendo la possibilità di richiedere l’estensione del periodo di congedo a tutti i rapporti non esauriti, intendendosi come tali quelle situazioni giuridiche per le quali non sia intervenuta sentenza passata in giudicato o estinzione del diritto per prescrizione.
La sentenza della Corte Costituzionale riconosce il preminente interesse del minore, tutelandone non più solo i bisogni più propriamente fisiologici, ma anche le esigenze di carattere relazionale ed affettivo, collegate allo sviluppo della personalità: esigenze  particolarmente presenti nelle ipotesi di affidamento preadottivo e di adozione, nelle quali l’astensione dal lavoro non deve essere intesa come tutela della salute della madre, ma come sostegno ai genitori nella gestione della delicata fase dell’ingresso del minore nella sua nuova famiglia, a tutela del processo di formazione e crescita del bambino.

COMUNICATO: Incontro con l’Autorità Centrale del Vietnam  (11/12/2012)
I giorni 10 e 11 dicembre 2012 si è svolta la quinta riunione del gruppo misto previsto dalla Convenzione bilaterale tra Italia e Vietnam e mirato al monitoraggio dell’attuazione della medesima Convenzione.
La delegazione vietnamita in visita a Roma, presieduta dal Direttore dell’Autorità Centrale del Vietnam, Nguyen Van Binh, è stata altresì ricevuta dal Presidente della Commissione, il Ministro Andrea Riccardi.
Agli incontri bilaterali hanno partecipato anche l’Ambasciatore del Vietnam in Italia e i rappresentanti degli enti accreditati nel Paese asiatico.
Le parti hanno esaminato lo stato attuale della collaborazione tra i due Paesi e le prospettive per il 2013.
In particolare, il Dr. Binh ha segnalato che nel 2012 sono state realizzate, o sono in fase avanzata di definizione, 190 adozioni internazionali di bambini vietnamiti, di cui 149 con bisogni speciali.
37 adozioni sono state definitivamente portate a termine da famiglie italiane. Di queste 37 adozioni,  31 hanno riguardato bambini portatori di bisogni speciali (lista 2), per i quali la normativa ora in vigore prevede una procedura più veloce. Sono attualmente in corso di definizione altri 17 abbinamenti.
Complessivamente, l’Italia e la Francia hanno realizzato nel 2012 il maggior numero di adozioni di bambini vietnamiti, rispetto agli altri Paesi (Spagna, Canada, Danimarca, Svizzera), essendo stati gli enti di entrambi i Paesi autorizzati a depositare 43 dossier per la lista 1.
In considerazione del diminuito numero di bambini vietnamiti bisognosi di adozione (circa la metà di quanto rilevato in passato) e non rientranti nelle categorie dei bisogni speciali, al momento attuale presso l’Autorità vietnamita sono ancora pendenti circa 80 dossier per l’adozione di bambini senza bisogni speciali, depositati nel corso del 2012 dagli enti dei vari Paesi d’accoglienza e fino ad oggi senza abbinamento.
Per il 2013, l’Autorità vietnamita non intende consentire il deposito di nuovi dossier per l’adozione di bambini senza bisogni speciali, finché non saranno stati esauriti quelli pendenti: prevede dunque di invitare gli enti ad effettuare nuovi depositi non prima della metà del 2013 e, allo stato, ipotizza che agli enti italiani sarà richiesto il deposito di 50/60 nuovi dossier.
La quantificazione dei dossier richiesti a ciascun ente dipenderà da una valutazione, effettuata da un’apposita commissione presso l’Autorità Centrale vietnamita, centrata sull’efficacia dell’operato di ciascun organismo, in relazione alla sua capacità di trovare soluzioni adottive per i bambini con bisogni speciali, all’efficienza della sua organizzazione in Vietnam, alle sua conoscenza del sistema normativo locale, al suo impegno in attività di cooperazione.
Sarà poi cura di ciascun ente individuare i dossier da depositare rispettando le proprie liste d’attesa.
La presentazione di famiglie disponibili per i bambini con bisogni speciali continuerà a non essere soggetta a limitazioni di numero.
Il Dr. Binh ha poi confermato che il calendario degli adempimenti post adottivi instaurato con la nuova legge (sei relazioni con cadenza semestrale, e dunque per la durata di tre anni dopo l’adozione) si applica anche alle adozioni realizzate prima dell’entrata in vigore della nuova normativa.
L’Autorità Centrale del Vietnam ha infine comunicato che non intende accreditare altri enti italiani, il cui numero è già ora superiore a quello degli altri Paesi.
COMUNICATO: Revoca dell’autorizzazione all’associazione Nino Santamarina – Onlus. Cancellazione dall’Albo.  (23/11/2012)
Con delibera n. 28/2012/AE/AUT/Revoca del 15 ottobre 2012 la Commissione per le adozioni internazionali ha revocato all’associazione “Nino Santamarina – Onlus” l’autorizzazione di cui all’articolo 39 ter della legge sull’adozione, con conseguente cancellazione dall’albo degli enti autorizzati.
Con delibera n. 15/2012/AE/SG in pari data, in applicazione dell’articolo 16 del DPR 108/07, la Commissione ha altresì deciso di prendere in carico le procedure pendenti riguardanti le coppie che, alla data di comunicazione della delibera, risultano avere conferito incarico all’associazione Nino Santamarina – Onlus.
Sono in corso i contatti con le coppie interessate.
La Commissione agirà affinché tutte possano concludere l’iter adottivo.
Sarà altresì cura della Commissione seguire gli adempimenti relativi al post adozione per le procedure già concluse con l’associazione Nino Santamarina – Onlus, secondo le modalità che verranno in seguito comunicate alle famiglie.

 

Comunicato: Segnalazione di un tentativo di truffa on line  (05/11/2012)
Su alcuni forum è comparso un post nel quale una sedicente associazione “Adoption Directe” promette l’adozione  di bambini del Burkina Faso. Ci è stato segnalato che sono state diffuse anche e-mail di analogo contenuto.
Si tratta evidentemente di una truffa, che mira esclusivamente ad approfittare dell’inesperienza dei possibili interlocutori per estorcere loro denaro.
L’Autorità Centrale del Burkina Faso è stata informata e ha attivato indagini sul suo territorio, così come sono state fatte le dovute denunce alle competenti autorità italiane di polizia.
Si rammenta che nessuna adozione internazionale può essere realizzata al di fuori delle procedure stabilite dalla legge n. 184/83, nel quadro dei principi della Convenzione de L’Aja del 1993.

Da AIBI :
Adozione Internazionale. Lodi – Giudice condanna Ai.Bi.: vietato proporre alla coppia un secondo abbinamento

Una coppia di genitori adottivi al rientro in Italia dopo avere avuto un’adozione in Colombia ha chiesto il risarcimento dei danni per il prolungamento del periodo di permanenza all’estero ad AiBi, Ente autorizzato cui la coppia si era rivolta per l’adozione. La coppia aveva avuto una prima proposta di abbinamento per un minore che successivamente, dopo un primo periodo di convivenza con la coppia, si è scoperto essere affetto da una gravissima malattia incurabile. Per tale motivo avevano rifiutato l’abbinamento, ma contrariamente alle indicazioni dell’Ente che li consigliava a rientrare in Italia per “ricostruire un nuovo equilibrio psicologico per meglio affrontare una seconda adozione”, rimanevano in Colombia in attesa che l’Autorità Centrale locale proponesse loro un secondo abbinamento.

Ciò avveniva e la procedura adottiva si concludeva questa volta felicemente e anche in tempi notevolmente rapidi con l’adozione di un altro bimbo.

Al rientro in Italia con il proprio figlio, la coppia però procedeva giudiziariamente contro AiBi chiedendo il pagamento dei danni subiti per il protrarsi della loro permanenza all’estero, sostenendo che la causa di tale prolungamento fosse da addebitare all’ente autorizzato, in quanto responsabile di non aver fornito esatte informazioni sullo stato di salute del primo minore, successivamente rifiutato.

Il Giudice di Pace di Lodi Dott. Roberta Succi, pur accogliendo in toto le difese dell’Ente e confermando l’assoluta mancanza di responsabilità degli Enti Autorizzati in merito alla raccolta delle informazioni sul minore poiché all’Ente incombe solo l’obbligo di raccogliere le informazioni provenienti dall’autorità straniera, condannava AiBi al pagamento di parte dei danni ipotizzati dalla coppia.

Ciò che sorprende è la mancanza di motivazione a sostegno della decisione di condanna, poiché la sentenza indica lapidariamente l’esistenza di “diversi errori” commessi da AiBi senza darne alcuna indicazione!

Secondo tale giudizio quindi, la permanenza all’estero della coppia in attesa di un secondo abbinamento, indipendentemente dai motivi e dal tempo di tale permanenza, sarebbe una colpa attribuibile all’Ente e per tale motivo passibile di condanna.

Dopo tale sentenza, quale Ente Autorizzato correrà il rischio di proporre un secondo abbinamento, nel caso in cui il primo non andasse a buon fine?

Complimenti, davvero, Signor Giudice!